Una “Bocca di rosa” ad Albaro. È minuta e ha gli occhi a mandorla. Non sappiamo, ma sospettiamo, che l’amore lo faccia più per professione che per passione, ma come nella canzone di de Andrè i residenti, e non solo le donne, non gradiscono la sua presenza.
Donne e uomini cercano, se non di cacciarla come accade a “Bocca di rosa”, quantomeno di renderle difficile la vita. E così in via Goffredo Palazzi, piccola via alle spalle di piazza Leonardo da Vinci, in pieno quartiere di Albaro dove lavora “Bocca di rosa” con gli occhi a mandorla, una cinese di 26 anni, appare un lenzuolo matrimoniale con una scritta: “A.A.A. Albaro uomini vergognatevi”. «Vergognatevi di frequentare quella casa dove la giovane cinese esercita almeno ufficialmente la professione di massaggiatrice». Probabilmente la giovane donna aveva cercato di mantenere segreta la propria attività, di essere discreta, di non dare troppo nell’occhio. Ma anche in una città grande, le voci corrono: e nonostante le cautele, il residenziale quartiere di Albaro si è scoperto al corrente della massaggiatrice. E brava, evidentemente, perché la processione di uomini è interminabile e imbarazzante. La gente del quartiere non la sopporta più. A partire proprio dagli uomini che non vogliono essere assimilati a chi frequenta quella casa. Così sulla cancellata esterna del palazzo che si trova di fianco a quello dove vive “Bocca di rosa” appare il lenzuolo con la scritta “Vergogna”. Anche la giovane donna ha visto il lenzuolo. Forse qualcuno dei suoi clienti si è anche lamentato della pubblicità non richiesta. Peccare va bene, ma essere additato dalla gente come peccatore non piace a nessuno. E così “Bocca di rosa” ha aspettato il calar della sera. Pi, quando pensava che nessuno la potesse vedere, è passata all’azione. Quatta quatta ha preso il lenzuolo, lo ha staccato dalla cancellata e se lo è portato in casa. Non lo ha neppure piegato, lo ha abbandonato sul pavimento forse in attesa di gettarlo via successivamente. Una scena che tuttavia non è passata inosservata: una donna l’ha vista e ha chiamato la polizia. Così in via Goffredo Palazzi a casa di “Bocca di rosa” si è presentata una pattuglia della squadra volanti della polizia. Il corpo del reato, il lenzuolo con la scritta, era ancora per terra nell’ingresso. La cinese non ha neppure provato a negare di averlo preso. Il lenzuolo con la scritta è stato così sequestrato come “corpo di reato”, e la straniera è stata accompagnata, non alla stazione, ma in questura. La donna è stata interrogata e denunciata per furto. La polizia non ha voluto approfondire il significato di quella scritta. In fondo il reato contestato era quello di furto. E se una donna riceve a casa sua parecchi “amici” sono solo fatti suoi. La cinese ha così potuto tornare a casa. L’autore della scritta sul lenzuolo non ha perso tempo, ha subito ripreso la bomboletta di vernice spray nera e un altro lenzuolo matrimoniale, dove ha scritto un messaggio molto più esplicito “Albaro: massaggi uomini vergognatevi”. Insomma, quella che si prospetta è vita dura per “Bocca di rosa” e chissà che alla fine anche lei come la protagonista della canzone di de Andrè non sarà costretta ad andarsene?